Una vasectomia per salvare il pianeta

Gentile Newslettismo,

Ho sempre creduto che sia nostro dovere cercare di vivere una vita in armonia con la natura, non solo per la minaccia rappresentata dai problemi ecologici e dai cambiamenti climatici ma anche perché solo in questo modo riusciremo a creare un mondo di pace e armonia.

I colossi energetici responsabili della stragrande maggioranza delle emissioni di carbonio in atmosfera sono a conoscenza delle conseguenze dell’inquinamento almeno dagli anni settanta ma non hanno fatto nulla per mitigare i danni che causano.

Poiché hanno al soldo i politici di tutto il mondo, non sembra che i governi abbiano alcuna volontà di intraprendere azioni che possano ledere i loro interessi. Le estrazioni non si toccano, la produzione non si può fermare, i consumi devono aumentare, mitigheremo forse i danni, dopo.

A noi però chiedono di spegnere la luce, di guardare meno video su Tiktok e di fare la raccolta differenziata.

Quale possibile impatto positivo potrebbe mai avere una cosa del genere? E perché tutta la responsabilità ricade sulle nostre spalle e non su chi produce l’inquinamento?

Quando mi sono sposato, io e mia moglie abbiamo iniziato a parlare del nostro futuro insieme. Non ero più solo a progettare. All’improvviso ho iniziato a pensare come sarà il mondo nel lungo periodo, dieci, venti o più anni.

‘I bambini ad esempio sono una cosa da pianificare in anticipo’. Dicevamo.

Improvvisamente l’ingresso del processo decisionale responsabile aveva messo alla porta il caso che aveva regolato la mia vita da scapolo fino ad allora.

Quale sarebbe stato il tempo giusto? Come si sarebbe evoluta la nostra carriera? Chi sarebbe toccata la responsabilità di stare a casa e allevare la prole? I nonni avrebbero potuto aiutarci? Dove avremmo preferito andare a vivere?

Ci siamo fidanzati nel giugno 2005. Gli anni 2000 sono stati la nostra presa di coscienza degli effetti dei cambiamenti climatici e dei disastri ambientali creati dall’uomo.

Comincio a accorgermi che le Stelle Marine sono scomparse dai nostri fondali e che è più facile vedere della plastica galleggiare che dei pesci. L’acqua del mediterraneo è diventata anno dopo anno più oleosa e persino il marino odore dello Iodio che inebriava le mie notti d’estate non si sente più.

Nel 2005 Al Gore e Davis Guggenheim producono il film An “Inconvenient Truth” e negli anni seguenti giusto per ricordarci quanto incompatibile sia la nostra vita con l’ambiente si susseguono una serie di disastri, che hanno a che vedere con l’’attività’ umana, di proporzioni sempre più imponenti: così a memoria ricordo nello stesso anno o giù di li, forti piogge che causano una frana che uccide migliaia di persone nelle Filippine. Si dice che il disastro sia stato causato, oltre che dalle precipitazioni estreme, mai sperimentate prima, dal disboscamento senza sosta e dall’estrazione mineraria intorno e all’interno della foresta montana che circondava la valle. Sempre nel 2005 l’uragano Katrina, il terzo piu’ forte di sempre a raggiungere le coste statunitensi, causa migliaia di morti e distruzione.

Nell’aprile 2010 nel Golfo del Messico una piattaforma petrolifera esplode iniziando a sversare petrolio in mare. Milioni di barili di petrolio escono dal pozzo per più di quattro mesi e nessuno ha idea di come fermare il disastro. Le spiagge antistanti, invase dal petrolio, sono ancora da bonificare mentre migliaia di uccelli, tartarughe marine, delfini e altri animali e vegetali muoiono per asfissia intrappolate nelle morchie.

A marzo 2011, si verifica l’incidente nucleare più grave dopo Chernobyl. Uno tsunami dalle dimensioni enormi si abbatte sulle coste nord-orientali giapponesi, colpendo la centrale nucleare di Fukushima. 20 mila persone perdono subito la vita, e altre 120 mila sono costrette ad abbandonare le proprie case. Trasportata dalle correnti la sostanza radioattiva si sversa in tutta l’area pacifica raggiungendo persino la costa americana.

Gli anni dieci del nuovo millennio vedono la ‘fine’ della Grande Barriera Corallina dell’Australia. L’inquinamento e l’aumento delle temperature hanno causato lo sbiancamento del 90% dei coralli e la morte definitiva del 30% di essi.

E poi anno dopo anno gli eventi estremi si susseguono sempre più frequentemente e con maggiore intensità, andando ben oltre le previsioni degli studiosi.

Solo qualche giorno fa un caldo mai visto prima causa devastanti incendi in Canada dove nel distretto di Vancouver si sono registrate temperature di quasi 50 gradi! Il paese di Lytton 150 chilometri a nord di Vancouver scompare ridotto in cenere in poche ore da un improvviso incendio causato da fulmini dovuti all’eccessivo calore.

Nello stesso giorno l’Europa centrorientale e il Giappone sono travolti da insolite alluvioni estive mentre in pianura padana la siccità riduce il Po ad un rigagnolo.

Nei prossimi anni le cose sicuramente peggioreranno, i mari si alzeranno invadendo le coste di tutto il mondo, i ghiacciai si scioglieranno a ritmi mai visti prima e probabilmente scomparirà tutta la foresta amazzonica, non a causa di Bolsonaro ma perché la siccità la farà completamente seccare e bruciare.

È questo un mondo nel quale vogliamo far vivere i nostri bambini? È un atteggiamento responsabile procreare?

Un processo decisionale responsabile imporrebbe più di una riflessione.

Non vorrei che nostro figlio si chiedesse con quale coscienza lo avessimo messo al mondo pur sapendo che il mondo sarebbe divenuto via via più inabitabile.

Sembra che il ritmo del cambiamento climatico stia accelerando oltre la capacità della scienza di comprenderlo o prevederlo.

Le ultime vicende dimostrano come i modelli climatici adottati non siano stati in grado di prevedere quello che è successo in Canada e Nord America.

Il futuro potrebbe essere peggiore di quanto tutti noi temiamo attualmente.

Molte aree del pianeta sono già divenute permanentemente inabitabili a causa dei disastri causati dall’uomo: otre a Three Mile Island, Chernobyl, Fukushima, i deserti che avanzano, le aree inquinate che sarà impossibile bonificare (l’area ILVA a Taranto ad esempio o la terra dei fuochi) le discariche etc. dobbiamo considerare quelle che saranno costantemente sopposte a eventi naturali estremi sempre più frequenti dove vivere sarà tanto difficoltoso da causare migrazioni di massa.

E se il luogo dove decidessi di mettere su famiglia rientrasse in una di queste aree?

Nessuno può sentirsi al sicuro, chi aveva mai previsto che in Canada si sarebbe verificato una ondata di caldo da deserto Arabo e che interi villaggi sarebbero stati spazzati via da fulmini a ciel sereno che appiccano incendi nei boschi inariditi?

I Canadesi si consideravano relativamente sicuri. I climatologi dicevano che i cambiamenti climatici avrebbero impattato soprattutto il sud del mondo. Nessuno aveva previsto 50 gradi sopra il 45 parallelo! Giusto sopra la pianura padana. Se nella nostra pianura si arrivasse a queste temperature, e tutto lascia presagire che questo potrebbe verificarsi nel breve periodo se non quest’anno stesso, l’aria già irrespirabile a causa dell’inquinamento diverrebbe tossica per animali e piante.

L’uomo ha dimostrato ampiamente che è una specie incompatibile con la Natura, con l’ambiente. Dove arriva l’uomo la Natura recede.

Ci è stato detto che guidare un’auto elettrica o mettere i pannelli solari sui nostri tetti ci salverà, ma ciò comporta il consumo di ulteriori risorse del pianeta, il che ha un impatto terribile sull’ambiente, non importa quanto sia verde l’immagine.

L’uomo in quanto tale rappresenta in definitiva la più grande minaccia per il pianeta e per se stesso.

Le foreste in fiamme e le città costiere allagate rattristano, ma è la guerra per accaparrarsi le ultime risorse che cambierà davvero la vita su questo pianeta. Stiamo da decenni combattendo guerre per il petrolio, guerre per il Coltan o il Nikel. Molti pensano che le guerre per l’acqua saranno le prossime, ma non è escluso che vi saranno anche guerre per accaparrarsi le ultime terre coltivabili e quelle potrebbero colpire anche a casa nostra.

Quindi? meglio non avere figli. Non me la sento di mettere una vita al mondo in una situazione del genere!

Ho trovato il fratello di un collega qui a Modena che esegue la vasectomia e ho preso un appuntamento.

Avevo paura di farmi operare, ma la procedura è risultata più rapida e meno invasiva della maggior parte degli appuntamenti dal dentista.

Mi sono tolto i pantaloni, mi sono sdraiato su un letto, ho ricevuto un anestetico locale, ho chiacchierato con il dottore mentre faceva alcune incisioni, poi sono tornato a casa da solo.

Una volta che l’anestetico si è esaurito, mi è sembrato che qualcuno mi avesse preso a calci nelle palle, una sensazione che si è dissipata nei giorni successivi.

Potrebbe non essere sufficiente per salvare l’orso polare e potrebbe non impedire il prossimo incendio in Groenlandia, ma questa è la differenza più grande in assoluto che possiamo fare. Il pianeta ha bisogno di liberarsi degli esseri umani, troppi e troppo poco sostenibili, diminuire la popolazione volontariamente sarà molto meno doloroso che farlo con le guerre, le carestie e i disastri naturali.

Lettera firmata

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