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I giovani oggi, soprattutto gli uomini, fanno meno sesso

Uno studio pubblicato nel 2021 rivela che uomini e donne di età compresa tra 18 e 24 anni fanno meno sesso dei loro coetanei di 20 anni prima.
• Gli studiosi dicono che il ritardo nell’ingresso nell’età adulta potrebbe essere un fattore determinante. Aggiungono che il tempo trascorso sui social media riduce le interazioni personali faccia a faccia minimizzando le possibilita’ di rapporti sessuali.
• I sessuologi avvertono che anche il declino crescente dei livelli di testosterone svolge un ruolo chiave nell’inattività sessuale.
• Gli psicologi infine avvertono che la mancanza di sesso può influire sul benessere generale delle persone e divenire un problema sociale.

Si fa sempre meno sesso e la caduta nel numero dei rapporti si osserva soprattutto tra i giovani, in particolare negli uomini. Lo rivela uno studio svolto negli USA tra il 2000 e il 2018 su un campione di 4.291 uomini e 5.213 donne (1).
Secondo i ricercatori il declino nei rapporti potrebbe essere dovuto a Internet e non alla morale, alla paura delle malattie, alla gravidanza o al facile accesso al porno online. La ricerca riporta che negli ultimi venti anni tra gli uomini di età compresa tra 18 e 24 anni l’inattività sessuale è aumentata dal 19% al 31% mentre tra le donne della stessa età è rimasta relativamente costante, passando dal 15% al 19%. L’inattività sessuale è aumentata in modo significativo anche tra uomini e donne di età compresa tra 25 e 34 anni (dal 7% al 14% tra gli uomini, e dal 7% al 12% tra le donne).
L’attività sessuale non è invece diminuita tra gli adulti di età compresa tra 35 e 44 anni. Gli uomini non sposati, a basso reddito, disoccupati o occupati a tempo parziale hanno maggiori probabilità di non aver avuto rapporti sessuali nell’ultimo anno rispetto a quelli sposati, con reddito più alto e un lavoro stabile. Secondo il professor Peter Ueda, coautore della ricerca, “Sembra che negli Stati Uniti ma anche in altre parti del mondo, sia più difficile per una fetta della popolazione trovare una collocazione nella società, nel mercato del lavoro e forse anche nel mercato del mating”. Lo studio ha anche scoperto che anche tra le persone che dichiarano di praticare regolarmente sesso, la frequenza è diminuita. “Mentre la frequenza sessuale media tra i sessualmente attivi può riflettere le loro mutate priorità e preferenze, l’inattività sessuale riflette un’assenza di relazioni intime, con implicazioni sostanzialmente diverse per gli individui e la società”. Secondo alcuni psicologi “Il ritardo nell’ingresso nell’età adulta può essere un fattore determinante”.

In una nota che accompagna i risultati del sondaggio, Jean M. Twenge, PhD, professore di psicologia presso la San Diego State University, ha affermato che un simile calo dell’attività sessuale è stato rilevato in studi simili condotti in Gran Bretagna e in altri paesi, suggerendo che la tendenza non lo è limitata agli Stati Uniti.
Twenge ha detto che i giovani adulti fanno meno sesso perché impiegano più tempo per formarsi, trovare un ruolo sociale e raggiungere l’età adulta.
“Ciò include il rinvio non solo dell’attività sessuale, ma anche di altre attività legate all’accoppiamento e alla riproduzione, inclusi lo stare insieme, la convivenza con un partner, la gravidanza e il parto”, ha detto. “queste tendenze riproduttive” aggiunge “non sono casi isolatati; fanno parte di una più ampia tendenza culturale di un ritardo nell’ingresso nell’età adulta.. Ad esempio, gli adolescenti negli anni 2010 erano meno propensi a guidare, bere alcolici, uscire senza i genitori e lavorare in lavori retribuiti rispetto agli adolescenti dei decenni precedenti”.

“Non sono solo i giovani uomini a fare meno sesso rispetto a una generazione fa, ma anche le giovani donne”, ha detto Jeffrey Jensen Arnett, PhD, professore di ricerca presso la Clark University Massachusetts e ideatore della teoria della “età adulta emergente” – definita come il tempo dalla fine dell’adolescenza e l’inizio delle responsabilità da giovani adulti: un lavoro stabile, il matrimonio, la genitorialità.
“Fa parte di una tendenza generale di adottare comportamenti meno rischiosi, incluso e non solo il sesso ma anche l’uso di alcol, la guida rischiosa e l’attività criminale”, ha aggiunto Arnett.

La distrazioni dei social media
Probabilmente il problema non è il consumo di porno, ha aggiunto il professor Twenge, poiché la ricerca mostra che chi consuma pornografia è più attivo sessualmente.
Piuttosto, ha suggerito, le vaste opzioni di intrattenimento offerte da Internet e dai social media nel loro insieme potrebbero distrarre i giovani dallo sviluppo di relazioni nella vita reale. Il tempo passato sui social media erode spazio alla vita reale.
“Sebbene i siti Internet e i social media dovrebbero teoricamente rendere più facile incontrare nuovi partner, il tempo trascorso online sostituisce il tempo trascorso nell’interazione faccia a faccia”, ha detto Twenge. “Tra la disponibilità di intrattenimento 24 ore su 24 e la tentazione costante di smartphone e social media, l’attività sessuale potrebbe non essere piu’ una alternativa così attraente . In parole povere, ora ci sono molte più scelte di cose da fare in tarda serata rispetto a una volta e meno opportunità di dedicarsi all’attività sessuale nel momento in cui entrambi i partner sono assorbiti dai social media, dai giochi elettronici o dal binge-watching”.

I fattori Biologici.

Nancy Sutton Pierce, una sessuologa clinica molto attiva nella consulenza di coppia, afferma che i motivi potrebbero essere legati alla biologia. La Sutton Pierce sostiene che il declino crescente dei livelli di testosterone che si osserva da decenni svolge un ruolo nel calo del desiderio e nell’inattività sessuale.
A dimostrazione di cio’ uno studio svolto dalla American Urological Association pubblicato su Urology Times Journal (2) riferisce che il livello di testosterone negli adolescenti e nei giovani americani è sceso sensibilmente negli ultimi venti anni.
I ricercatori hanno utilizzato i dati del National Health and Nutrition Examination Surveys (NHANES) dal 1999 al 2016 per analizzare i cambiamenti del livello di testosterone nel tempo in 4045 maschi.
Dopo aver controllato tutte le variabili, inclusi titolo di studio, età, razza, BMI (body mass index), comorbidità, consumo di alcol, fumo e livello di attività fisica, il testosterone totale è diminuito costantemente tra gli uomini negli ultimi anni (2011-2016) rispetto al periodo (1999-2000). Il testosterone totale medio è diminuito da 605,39 ng/dL nel 1999-2000, a 567,44 ng/dL del 2003-2004, 424,96 ng/dL nel 2011-2012, 431,76 ng/dL 2011-2012, 451,22 ng/dL 2015-2016; (P <.0001).
Un BMI elevato è stato associato a livelli ridotti di testosterone totale (P <.0001), il BMI medio del maschio americano è aumentato da 25,83 nel 1999-2000 a 27,96 nel 2015-2016 (P = 0,0006). Il professor Lokeshwar, autore dello studio, ha osservato però che anche gli uomini con un BMI normale (18,5-24,9) avevano livelli di testosterone totale in calo (P <0,05) durante gli stessi intervalli di tempo.
Secondo il professor Lokeshwar, le potenziali cause di questi cali potrebbero essere l’aumento dell’obesità / BMI, la dieta, la diminuzione dell’esercizio e dell’attività fisica, l’uso di marijuana e le molte tossine ambientali.
“Abbiamo visto che valori più bassi di testosterone sono stati associati ad un aumento delle comorbidità e ad un aumento del rischio di mortalità per tutte le cause. Questo declino in particolare, in questi giovani adulti, con una maggiore obesità può portare a un aumento del cancro precoce “, ha detto Lokeshwar, aggiungendo la diminuzione del testosterone provoca una diminuzione della libido e un aumento del rischio di disfunzione erettile.
https://www.urologytimes.com/view/testosterone-levels-show-steady-decrease-among-young-us-men
https://www.forbes.com/sites/neilhowe/2017/10/02/youre-not-the-man-your-father-was/?sh=231741f38b7f

Il COVID-19 non aiuta
È probabile che le quarantene e il distanziamento associati alla pandemia rendano l’inattività sessuale ancora più comune, almeno nel breve termine.
“Se l’aumento dell’inattività sessuale è in parte guidato dalla disoccupazione e dal reddito basso, la recessione economica non migliorerà certamente la situazione”, ha detto Peter Ueda.
“Il blocco degli spostamenti e la preoccupazione per la trasmissione della malattia non sono una situazione ottimale per trovare partner”, ha aggiunto.
“Penso che il mondo intero sia meno sensuale a causa del COVID”, ha aggiunto Nancy Sutton Pierce.

Benessere a rischio
Le scoperte fatte potrebbero anche avere implicazioni ampie oltre quelle legate alla sessualità.
“Una domanda chiave è fino a che punto l’inattività sessuale è associata all’insoddisfazione”, ha detto Ueda. “Sebbene essere sessualmente inattivi sia una scelta per alcuni, potrebbe essere fonte di angoscia per altri”. “L’inattività sessuale e la potenziale insoddisfazione sembrano essere argomenti delicati, forse più del sesso stesso”, ha aggiunto. “Sebbene sia stato fatto molto lavoro per promuovere una discussione franca sul sesso e l’attività sessuale, sarebbe nel nostro interesse essere anche più capaci a parlare dell’inattività sessuale. Dobbiamo migliorare la discussione pubblica su questo argomento”.

(1) Ueda P, Mercer CH, Ghaznavi C, Herbenick D. Trends in Frequency of Sexual Activity and Number of Sexual Partners Among Adults Aged 18 to 44 Years in the US, 2000-2018. JAMA Netw Open. 2020;3(6):e203833. doi:10.1001/jamanetworkopen.2020.3833
(2) Patel P, Fantus R, Lokeshwar S, et al. Trends in Serum Testosteron Levels Among Adolescent and Young Adults Men in the United State. Presented at: 2020 AUA Virtual Experience; May 15, 2020. Abstract MP78-01.

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