Categorie
demografia

Noi Umani ci estingueremo, per scelta!

Il genere Umano sta compiendo una scelta incoscia, quella di estinguersi. L’inquinamento e la tecnologia stanno semplicemente acellerando il processo

Ho appena terminata la lettura di Countdown, l’ultimo lavoro della ricercatrice americana Shanna Swan, professoressa di medicina ambientale e salute pubblica presso il Mount Sinai school of medicine di New York.
L’autrice in questo saggio sostiene che l’inquinamento e gli stili di vita non sani stanno conducendo l’umanità alla completa sterilità.
L’epidemiologa ha osservato che il numero di spermatozoi nel liquido seminale dell’uomo occidentale, tra il 1973 e il 2011, è crollato del 59% e di questo passo calcola che nel 2045 l’uomo diverrà totalmente sterile.
L’autrice attribuisce la responsabilità a dei composti, gli ftalati e i bisfenoli, che interferiscono con il nostro sistema endocrino e inibiscono la produzione dei testosteroni.
Inoltre queste sostanze chimiche, dette Interferenti Endocrini (IE), presenti praticamente in ogni prodotto che usiamo incidono negativamente sullo sviluppo del feto causando anomalie genitali che minano la capacità riproduttiva e la salute del nascituro.
Ad esempio la ricercatrice ha notato che il pene dei neonati di madri esposte a queste sostanze durante la gestazione è più piccolo della media e la distanza ano-genitale è ridotta. Queste anomalie, sostiene l’autrice, causano infertilità e altre patologie.
In uno studio del 2016 svolto su tredicimila uomini in Svezia a cui erano stati diagnosticati problemi di infertilità i ricercatori hanno notato un aumento del 30 per cento del rischio di diabete e del 48 per cento di ischemia.
Uno studio danese svolto su 40 mila uomini seguiti per 40 anni dimostra che una buona qualità del seme è associata ad una vita più lunga.
Oltre agli inquinanti suddetti, chiamati prodotti chimici onnipresenti tale è la loro diffusione (dalle lattine per alimenti ai vestiti, dalle creme per il corpo agli shampoo, dalle padelle antiaderenti ai detersivi, dalle colle ai ritardanti di fiamma) contribuiscono alla crescente infertilità anche i nostri stili di vita.
Le saune, il consumo di alcool, droghe e sigarette, l’obesità, la vita sedentaria, riducono per un motivo o per l’altro la fertilità.
L’autrice fa notare che non è solo l’uomo a subire gli effetti nefasti della diffusione di questi composti ma anche altre specie stanno subendo la stessa sorte.
Sempre più animali selvatici presentano anomalie genitali; si notano ad esempio peni più piccoli del normale in alligatori, pantere e visoni, mentre alcune specie di uccelli, rane, pesci e tartarughe presentano gonadi maschili e femminili o genitali ambigui.
Quel che oramai è chiaro è che il problema non è da assegnare ad una strana piega presa dalla evoluzione delle specie ma la chimica che usiamo e gli stili di vita che adottiamo che stanno mettendo a repentaglio l’equilibrio ormonale e la fertilità.
Per dirla in modo semplice l’uomo a causa dell’inquinamento è arrivato ad una sorta di resa dei conti riproduttiva che ha effetti che si riverberano non solo sulla biologia.
Un sondaggio Gallup pubblicato nel febbraio 2021 ha rilevato che sempre più americani adulti si identificano come LGBTQ.
La ricerca riporta che nel 2020 il 5,6% degli adulti americani si considerano lesbiche, gay, bisessuali o transgender, in crescita dal 4,5% del 2017.
Il sondaggio ha anche stimato che un giovane su sei nella generazione Z, le persone cioè nate tra il 1997 e il 2002, si identifica come LGBTQ.
La crescita degli americani che si identificano come LGBTQ è probabile che continui”, ha scritto Jeffrey Jones, senior editor di Gallup, presentando i risultati. “Questo perché le generazioni più giovani hanno maggiori probabilità di considerarsi non eterosessuali”.
Non è ancora chiaro cosa stia causando questi cambiamenti, secondo alcuni ricercatori potrebbe essere una combinazione di fattori biologici, psicologici, sociologici e ambientali.
La Swan nel libro sostiene che le influenze ambientali sono preponderanti. In uno studio del 2019 Robert Hedaya, professore di psichiatria alla Georgetown University, scrive che “sorprendentemente dopo millenni di storia i fattori fondamentali relativi al genere in cui ci si riconosce stanno diventando indistinti. Ci possono essere molte ragioni per questo, dice, ma una che non ho ancora visto considerare come possibile è l’influenza degli interferenti endocrini”.
Questi prodotti chimici abbassano il livello di testosterone nel feto e causano una serie di disturbi quali l’autismo e la disforia di genere.
Sappiamo anche che alcuni medicinali FANS quali il Paracetamolo possono avere effetti antiandrogenici (abbassamento del livello di testosterone) e ci sono prove scientifiche che dimostrano che usare paracetamolo durante la gravidanza aumenta il rischio che i nascituri maschi acquisiscano doti tipiche femminili quali ad esempio un precoce sviluppo del linguaggio.
Di solito i bambini sviluppano il linguaggio più tardi rispetto alle bambine, si è notato però che per i maschietti nati da madri che sono state esposte agli ftalati o hanno fatto uso di paracetamolo durante la gravidanza le differenze nello sviluppo delle capacità linguistiche si annullano.
L’autrice sostiene che anche altre caratteristiche subiscano dei mutamenti simili.
Il monito della Swan è che se questo modo di vivere, produrre e consumare proseguiranno senza cambiamenti gli effetti negativi sull’ambiente e le ricadute sulla salute riproduttiva ci porteranno verso un futuro senza nascite.

Nichilismo esistenziale senza procreazione.
Tutti noi ci rendiamo conto che gli Stati nell’epoca della globalizzazione non sembrano sempre più impotenti non in grado di affrontare e risolvere i problemi.
Bauman sosteneva che viviamo in un epoca di divorzio tra Potere e Politica.
La Politica è chiamata a decidere le cose da fare ma deve anche avere il Potere di farle eseguire. Purtroppo oggi la Politica dei governi nazionali ha braccia troppo corte per andare alle radici dei problemi. I problemi globali quali quelli del riscaldamento del pianeta, dell’inquinamento, delle migrazioni non trovano risposte plausibili e gli uomini nel vuoto lasciato dalla Politica cercano soluzioni a livello individuale. Ad esempio a dispetto di tutto il parlare che si fa dell’inquinamento e del riscaldamento globale nessun governo nazionale o ente sovranazionale sembra in grado di trovare delle soluzioni e realizzarle concretamente. Per questo motivo sempre più persone si indirizzano verso risposte individuali. Un esempio è il fenomeno crescente degli GINK, Green Inclination No Kids. Quello degli GINK è un tentativo di risposta individuale, nichillista, a problemi globali. Questi giovani che credono che procreare aumenti la propria impronta ecologica decidono così di non avere figli per non inquinare. E’ l’atto estremo di protesta, intendono con questa scelta perseguire l’estinzione della specie che non merita il pianeta. Avere un figlio rappresenta la scelta meno ecologica che si possa fare, ad esempio ogni bambino nato negli Stati uniti aggiunge 9,441 metri cubi di CO2, molto più di viaggiare in aereo, guidare una automobile o consumare carne. Certamente questa può sembrare una scelta illogica a molti, ma quando di fronte a problemi globali si vede che gli Stati sono da una parte impotenti dall’altra colpevolmente complici non rimane che la risposta individuale: non consumare, mangiare vegano, non viaggiare in aereo, non guidare l’auto e soprattutto non procreare. E’ un atto di sfiducia ultimo nei confronti della società e soprattutto della Politica che non ha più la capacità di decidere le cose da fare ne’ tantomeno la capacità di farle eseguire.

Single Women no Kids
I manager internazionali, gli artisti, gli atleti, i calciatori superpagati ci dimostrano che essere donne e uomini di successo vuol dire essere mobili e aperti al cambiamento. Per questo motivo molte ragazze e ragazzi per perseguire i propri sogni di realizzazione scelgono di vivere una vita da single senza figli. Se devi essere mobile e pronto al cambiamento devi essere libero da lacci e lacciuoli. Le riorganizzazioni aziendali si susseguono sempre più velocemente, i piani triennali divengono obsoleti dopo uno e ogni sei mesi supermanagers appena subentrati comunicano nuove temutissime riorganizzazioni che prevedono come sempre pesanti riduzioni di personale. Chi non è costantemente all’erta e capace di saltare dal carro al primo sentore di cambiamento si ritroverà su un binario morto e verrà tagliato fuori. Il rischio di non farcela è altissimo e l’obsolescenza delle proprie competenze velocissima. Anche per queste ragioni nessuno se la sente di prendere impegni di lungo periodo quali mettere su famiglia e avere dei bambini. Notiamo infatti che le aree del pianeta dove la velocità del cambiamento sociale è più elevata sono anche quelle dove il fenomeno dei Single Women No Kids e’ piu’ diffuso: Cina, Singapore, Giappone e Corea. In Corea ad esempio l’indice di fertilità è il più basso del Pianeta, 0,84 figli per donna, e lo stress di vivere in una società ipercompetitiva è tra i più alti. Oggi tutto ciò che viene considerato gratificante non prevede la stabilità. Viaggiare, dedicarsi al lavoro e alla carriera, mantenersi in forma praticando il fitness, sono tutte cose che la presenza di un partner o di figli impedisce, sia dal punto di vista economico che per il tempo e le energie da dedicare.

La tecnologia che ci connette, ci distanzia.
Il rapporto con il nostro smartphone e’ diventata la nostra maggiore preoccupazione. Siamo da soli insieme, dice Sherry Turkle, e aggiunge che tendiamo oramai a fidarci più della tecnologia che l’uno dell’altro. Acquisendo la nuova competenza di gestire le relazioni attraverso la tecnologia abbiamo perso la capacità di interagire di persona. Le emozioni che proviamo quando ci troviamo alla presenza di un altro, un amico o il proprio collega, ci fanno paura. Non siamo più abituati e ci provoca delle reazioni emotive che non abbiamo appreso a gestire. Viviamo la nostra vita mediata dalla tecnologia. Ci siamo abituati allo smartworking, comprare in rete, gestire i nostri averi attraverso i servizi bancari online, fare nuove conoscenze senza mai incontrarci. Il rapporto ravvicinato con gli altri ci mette continuamente alla prova e ciò ci provoca ansia. Questo potrebbe avere acuito il fenomeno degli Hikikomori. Gli Hikikomori sono persone che si isolano e vivono una vita confinata, non hanno relazioni con il mondo se non attraverso la tecnologia. Il numero di Hikikomori nel mondo sembra essere in costante aumento e solo in Italia secondo la ONG Hikikomori Italia se ne contano 100 mila. E’ un fenomeno complesso di cui non si conoscono bene le cause ma sicuramente il distanziamento e la elevata competitività della società contemporanea sembrano essere importanti concause. Gli Smartphones e la iperconnessione ci danno l’illusione di essere sempre con qualcuno, mai piu’ soli promette facebook, circondati come siamo da migliaia di amici virtuali sempre online. Oggi non ci stupiamo più di vedere gruppi di giovanissimi ognuno concentrato davanti lo schermo del suo smartphone che postano o guardano quello che altri hanno postato mentre non interagiscono neanche con lo sguardo con l’amica o l’amico accanto. L’ansia del like e dei follower ci rende schiavi di questi nuovi strumenti di sorveglianza di massa. I giovanissimi arrivano persino a uccidere per una amicizia negata o a suicidarsi per un like in meno. Il mondo totalizzante dei social media sembra essere diventato assai più importante che la vita reale. Basti pensare al fenomeno degli influencer. Diventare un influencer, avere milioni di follower sul social del momento può cambiarti la vita, rappresenta la vera prospettiva di successo per le nuove generazioni, più del lavoro, dello studio o dello sport, dell’arte o della partecipazione al grande fratello.
I modelli sociali trasmessi dai social media ritraggono persone sempre più giovani che nella gran parte dei casi agiscono e vivono da soli, e se la famiglia c’è diventa un mezzo per aggiungere qualche migliaio di follower pubblicando la foto dell’ultimo componente arrivato. Nei social è vietato invecchiare, si apprendere immediatamente come cancellare le rughe, snellire la figura, alzare gli zigomi cadenti etc., bisogna apparire sempre giovani, felici, bisogna stupire: le viste sono mozzafiato, i paesaggi fiabeschi, i tramonti incantati Il tempo richiesto dai social media è infinito, tutto il tempo che si ha a disposizione, c’è sempre qualcuno che posta, c’è sempre un messaggio in arrivo. Per stare dietro alle infinite possibilità di una vita da social non basta il tempo. I social del momento cambiano continuamente e gli eroi del social di ieri scompaiono come meteore e nessuno ne ricorda il passaggio.
Il consumo social ci rende sempre più soli e anche in famiglia i momenti conviviali non rappresentano più occasioni di conversazione e confronto: bambini, ragazzi e adulti interagiscono soltanto con il loro solipsistico mondo virtuale a portata di smartphone. La tecnologia sta disintegrando la famiglia e le altre agenzie di socializzazione secondaria, gruppi di pari, scuola, associazioni. I giovani, più esposti ai nuovi media, si stanno ritrovando sempre più soli.

Il rischio delle scelte e i processi di individualizzazione
L’emancipazione della donna significa che ricade su di lei la ultima responsabilità se decidere o no di avere un figlio, e in caso di gravidanza se o no abortire. La buona riuscita della procreazione sembra dipendere solo dalle sue scelte. La scienza dice che dai comportamenti della madre prima, durante e dopo la gestazione dipendono molti fattori che influiscono sulla salute e sulla vita del bambino. Le donne ancor prima di decidere se avere un figlio vengono consigliate di sottoporsi alle dovute analisi, di smettere di fumare e bere, di condurre una vita sana e priva di stress per non provocare danno al nascituro. La madre che non rispettasse questi precetti sarebbe additata come una poco di buono irresponsabile. Anche i padri certo possono trasmettere dei pericolosi tratti ereditari ma sulle scelte della madre ricade la maggior parte della responsabilità. Quando poi il figlio viene al mondo le donne sanno che sarà loro dovere accudirlo e crescerlo, saranno loro a dover fare la maggior parte delle rinunce. Sanno che se il matrimonio dovesse dissolversi (il 50% dei matrimoni si chiude con un divorzio) saranno solo loro a doversi prendere cura dei figli (nel 94% dei casi i figli rimangono con la madre). Non bisogna quindi meravigliarsi che molte donne davanti a questi rischi, queste rinunce a questo enorme fardello, che dovranno gestire da sole, rinunciano del tutto alla maternità. Naturalmente le responsabilità sono anche dei padri ma sono soprattutto di natura economica.
I genitori, entrambi, si pongono il problema del futuro dei propri bambini. Cosa fare se per scelte sbagliate di carriera, o in caso di perdita del lavoro non saranno in grado di garantire una adeguata educazione ai propri figli? Chi potrà aiutarli? La famiglia? Il volontariato? Gli amici? Lo Stato? There’s No Such Thing as Society diceva la Tatcher, there is No Such Thing as the State sosteniamo noi.Ecco cosi’ che molti uomini e donne scelgono di vivere relazioni senza legami, che si possono iniziare con un like e chiudere con un cancella. Un Bodybuilder kazako sposa la sua bambola gonfiabile: “E’ la donna perfetta per me”, dice, “Le coppie hanno bisogno di parlare di meno e connettersi di più”. Così titolavano i giornali qualche mese fa riferendosi ad un curioso fatto di cronaca accaduto in Kazakhistan. Negli ultimi anni vi è stato un aumento a due cifre delle vendite di sex toys. Un produttore giapponese di sex dolls ha detto che “la cosa interessante di questo enorme aumento della domanda è che stiamo anche assistendo a un cambiamento demografico della clientela, che è molto positivo per l’industria delle bambole del sesso, e ad un cambiamento nell’atteggiamento nella società”. “Lo stereotipo tradizionale di uomini solitari che scelgono le bambole del sesso come ultima risorsa è totalmente impreciso. Quello che stiamo vedendo ora è che l’uso delle bambole sta diventando popolare, con uomini e donne entrambi entusiasti di portare una bambola nella loro camera da letto “.
Il mercato delle sex dolls sta crescendo in modo esponenziale nel mondo. Le bambole diventano sempre più realistiche, dotate di intelligenza artificiale e capaci di interagire con il proprio partner grazie a software connessi che si aggiornano di continuo e in grado di dare risposta a qualsiasi domanda come fanno google home, Alexa o Siri. Quando la robotica si evolverà ancora un po’ e l’intelligenza artificiale farà qualche altro passo assisteremo a altri matrimoni (e divorzi?) tra umani e bambole?

“Non voglio fare sesso con nessuno”. Il crescente movimento degli asessuali
Il movimento dell’asessualità è giovane e in rapida crescita e recentemente ha ricevuto un notevole impulso. Lo scorso settembre è uscito Ace, un libro acclamato dalla critica della giornalista asessuata Angela Chen. questo libro illumina le miriadi di sfumature dell’asessualità attraverso una serie di profili di vita reale. Per troppo tempo tali esperienze non sono state riconosciute: l’asessualità è stata talvolta soprannominata l’orientamento “dimenticato” o “invisibile” a causa della sua mancanza di risalto pubblico. Fino a poco tempo fa era considerato un problema medico e molti continuano a liquidarlo come un disordine nella sfera sessuale. È stato anche etichettato come “il primo orientamento sessuale di Internet”, il che implica che le persone che si sentono in questo modo sono esistite solo dall’avvento di Internet e suggerendo che è una moda abbracciata dagli adolescenti dai capelli rosa su Tumblr, ma non applicabile nella realtà.
Tuttavia, Internet è stata un’ancora per la moderna crociata sull’asessualità, iniziata nel 2000 quando David Jay, uno studente del college di San Francisco, ha aperto un sito Web per connettersi con gli altri (quando aveva cercato “asessualità” tutto ciò che aveva trovato erano “articoli sulla biologia vegetale e le amebe”, dice). Il sito ha attirato subito migliaia di visite e ha quindi lanciato l’Asexual Visibility and Education Network (AVEN), che rimane la più grande piattaforma di asessualità, con 120.000 membri. Da allora sono nate community unite su Twitter, Tumblr, Reddit e Discord e sono fiorite organizzazioni in tutto il mondo. Il movimento degli asessuali è un movimento giovane composto soprattutto da giovani e giovanissimi non ancora conosciuto anche perché difficilmente gli asessuali fanno coming out. Negli ultimi anni gli Ace, così sui chiamano gli asessuali, hanno cominciato ad organizzare la settimana della consapevolezza asessuale per sensibilizzare e fare informazione su uno degli orientamenti sessuali che, secondo gli aderenti di AVEN, soffre di invisibilità, sebbene si stimi che tra l’1% e il 5% delle persone siano asessuali. Questo orientamento sessuale porta a matrimoni senza sesso, per scelta e non per disfunzioni sessuali di uno o entrambi i partner. Queste coppie che decidono volontariamente di lasciare il sesso e spesso la procreazione fuori dal rapporto.

Procastinare per non fare.
In Italia si fanno sempre meno figli e si diventa mamma sempre più tardi. Nel 2019 l’età media del primo figlio e’ stata di 31,3 anni, il dato più alto d’Europa. A rivelarlo è Eurostat che segnala come l’età media delle donne nell’Ue al momento del parto del primo figlio sta gradualmente aumentando e si attesta a 29,4 anni nel 2019. Questo porta naturalmente a una diminuzione del tasso di natalità’. Per alcuni demografi l’aumento dell’età del primo parto e la conseguente diminuzione delle nascite è un segno di progresso, un indicatore dell’uguaglianza delle donne e della loro maggiore libertà, laddove la scelta di procreare viene rimandata a più tardi nella vita. Questo posticipare, sostengono, consente più istruzione, più carriera, più occupazione. Quindi il fenomeno della denatalità è semplicemente un riordino del modo in cui le donne vivono l’età adulta. La società spinge i genitori ad agire responsabilmente quando decidono di mettere al mondo un figlio. I figli vanno messi al mondo quando le condizioni fisiche, familiari, economiche e sociali lo permettono. Se queste condizioni non ci sono è doveroso rimandare la nuova nascita anche a tempo indeterminato. Oggi si è giovani sempre, e a venti o venticinque anni è ancora troppo presto per sposarsi e mettere al mondo un figlio.
Alla ragazza o al ragazzo che a venti anni decidesse di convolare a nozze gli amici consiglierebbero di rimandare: “sei ancora troppo giovane, non è ancora tempo. Che fai? Ti vai a rinchiudere in casa a questa età?” La pressione del gruppo dei pari spinge verso la strategia del procrastinare.
Non è ammesso, neanche per legge, procreare quando si è troppo giovani. L’ONU raccoglie statistiche sulle gravidanze tra le adolescenti fino ai 20 anni e fa dei piani con gli Stati per evitare che ciò accada. La nascita non è più un evento naturale, è una scelta che si deve ben considerare per il bene del nascituro, della mamma e del padre della società.
La decisione deve essere ponderata e libera. Ma se la libertà di scegliere ci sta portando a fare sempre costantemente meno figli probabilmente questo significa che non vogliamo più averne.
La paternità e la maternità non ci interessano più, non ci attraggono, sono state addirittura rimosse dall’infinito orizzonte delle opportunità’. Rimandare significa che consciamente o inconsciamente non vogliamo fare ciò che si rimanda, manca la spinta o la motivazione, non siamo attratti dalla prospettiva di trovarci nella situazione che si verrebbe a creare.
Oppure si rimanda perché’ la scelta ci mette ansia, si ha paura del futuro. Si rimanda perché non ci si sente pronti, a giorni migliori, si attende che le cose cambino in meglio e in questo modo si congelano le scelte che non si ha voglia di fare.

Dato il panorama che ho appena descritto non mi meraviglierei di assistere alla estinzione del genere umano non per una guerra o un evento catastrofico ma per scelta.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.