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Sorveglianza Sociale

Social Media e Sorveglianza. Facebook: un furto di dati senza precedenti rivela ancora una volta quale sia l’ampiezza del problema della sorveglianza e della sicurezza dei nostri dati.

I dettagli di oltre 30 milioni di utenti facebook in Italia e 533 milioni in tutto il mondo sono stati pubblicati su un forum per hacker.

Le informazioni sembrano risalire a diversi anni fa, ma è un altro esempio dell’enorme quantità di dati raccolte da Facebook e dai social media e dei problemi della sicurezza di tali informazioni.

La raccolta del set di dati è stata segnalata da Business Insider. Secondo il sito, il database contiene informazioni di utenti Facebook di 106 paesi, inclusi numeri di telefono, ID Facebook, nomi cognomi, località, date di nascita, indirizzi e-mail e liste di amici.

Facebook è alle prese con problemi di sicurezza dei dati da anni. Nel 2018, il gigante dei social media ha disabilitato una funzione che consentiva agli utenti di cercarsi l’un l’altro tramite numeri di telefono, in seguito alle rivelazioni secondo cui la società politica Cambridge Analytica aveva avuto accesso alle informazioni su 87 milioni di utenti senza il loro consenso.

Nel dicembre 2019, un ricercatore ucraino ha riferito di aver trovato un database con i nomi, i numeri di telefono e gli ID di oltre 267 milioni di utenti di Facebook, quasi tutti con sede negli Stati Uniti. Non è chiaro se il rilascio di questi ultimi dati sia correlato a questo database.

L’azienda di Menlo Park non ha risposto alle richieste di spiegazioni rivolte dalla redazione del Guardian ma in una dichiarazione ha affermato che la perdita di dati e’ vecchia e derivava da un problema che e’ stato risolto nel 2019.

Questo certamente non rende il ritrovamento meno grave. I dati personali sensibili non sono beni deperibili, seguono le persona tutta l’intera vita.

I dati a disposizione, nomi cognomi, email, numeri di telefono, sono anche dopo anni informazioni rilevanti per azioni di hackeraggio.

Facebook ha accesso ai nostri dati personali che noi stessi volontariamente forniamo ma anche a metadati che Facebbok trae dall’uso che noi facciamo dei nostri device, quali localita’ nella quale ci troviamo, con chi condividiamo le informazioni, e il nostro tempo, la nostra cerchia di amici, le ricerche che facciamo, le notizie che leggiamo, i video che ci attraggono di piu’ etc.

Tutte meta informazioni che al momento sembrano essere soprattutto usate per scopi di profilazione commericale ma che possono essere utilizzate anche per scopi di profilazione politician o di sorveglianza e controllo sociale come abbiamo visto nel caso di Cambridge Analitica.

In Europa siamo ancora tutelati dalle nostre fragile democrazie ma in molte parti del mondo quali Myanmar, Hong Kong, Cina o gli Stati Uniti la situazione sembra essere molto diversa.

Gli Stati che dovrebbero limitare lo strapotere delle multinazionali sembrano invece profittare della tecnologia per rendere la societa’ della sorveglianza sempre piu’ pervasiva e onnipresente. Il monito di questo episodio e’ chiaro: bisogna astenersi dall’uso smodato che continuamente facciamo dei Social Media. Rappresentano un pericolo per noi stessi e per la democrazia. Un monito che anche I nostri politici dovrebbero ascoltare attentamente invece di utilizzare i profili social come fossero profili istituzionali. Non credo sia corretto che io debba collegarmi a Twitter o Facebook per avere le ultime notizie dal Presidente della mia Regione o dal mio Sindaco.

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