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Perche’ il coronavirus ci terrorizza tanto?

Osservando gli Indicatori Demografici ISTAT relativi al 2019, al 1° gennaio 2020 il numero di residenti in Italia è pari a 60 milioni 317mila. La popolazione residente nel nostro Paese è in calo da 5 anni consecutivi (116mila in meno nell’ultimo anno).

Allo stesso tempo è aumentato il divario tra nascite e decessi. Per 647mila morti totali in Italia nel 2019, ci sono stati 435mila bambini nati vivi. In pratica per 100 persone morte sono nati solo 67 bambini (mentre 10 anni fa il rapporto era 100:96). Nel 2019 abbiamo toccato il livello più basso di ricambio naturale dal 1918. Secondo le statistiche, si è alzata anche l’età media degli italiani, che è di 45,7 anni mentre la speranza di vita e’ 80,8 anni per gli uomini e 85,2 per le donne.

Guardando nel dettaglio le tabelle ISTAT sulla mortalità e le cause principali di decesso in Italia scopriamo che il maggior numero di decessi è legato a malattie del sistema circolatorio. Tra ischemie, infarti, malattie del cuore e cerebrovascolari muoiono più di 230 mila persone all’anno. In seconda posizione troviamo i tumori, che causano la morte di 180 mila persone.

Arriviamo ora all’influenza e alla polmonite. I dati ISTAT ci dicono che su un totale di più di 53.000 morti a causa di malattie del sistema respiratorio nel 2017, 663 decessi sono dovuti a complicazioni da influenza (per lo più in soggetti dai 75 anni in poi) e 13.516 sono legati alla polmonite.

Questo per quanto riguarda la mortalita’ della popolazione in generale. Se approfondiamo invece le statistiche fornite giornalmente dalla protezione civile scopriamo che al 16 aprile 2020 L’età media dei pazienti deceduti e positivi all’infezione da SARS-CoV-2 è 83 anni per le donne e 79 per gli uomini, come vediamo e’ un dato molto vicino a quello della popolazione generale.

Altro aspetto che da piu’ parti si evidenzia e’ che il 97% dei deceduti presenta piu’ di una patologia (nel 61,3% dei casi almeno tre) e che le patologie preesistenti osservate più frequentemente sono dello stesso tipo che per la popolazione italiana. Un ruolo chiave pare lo giochi la cattiva alimentazione e la vita sedentaria essendo il sovrappeso una delle cause piu’ frequenti (obesita’ 12%, diabete mellito tipo 2 nel 32% dei casi). Il 16% ha un cancro attivo negli ultimi cinque anni.
Scorporando i decessi per classi di eta’ vediamo che la letalita’ fino a 39 anni e’ praticamente zero (molto piu’ probabile morire per un fulmine) e l’84% ha piu’ di 70 anni, di questi il 12,3% ha piu’ di 90 anni eta’ che va ben oltre la speranza di vita media della popolazione in generale!

La mia domanda e’ perche’ una polmonite che per caratteristica demografica e patologica dei deceduti dimostra una letalita’ che e’ piu’ o meno uguale alla mortalita’ generale ci fa cosi’ paura?

Vorrei riflettere percio’ su dei dati che tutti abbiamo visto piu’ e piu’ volte ma che pur nella loro tragicita’ non ci fanno oramai piu’ impressione.

Il consumo di tabacco rappresenta uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale ed è uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie.

L’OMS calcola che quasi 6 milioni di persone perdono la vita ogni anno per i danni da tabagismo, fra le vittime oltre 600.000 sono non fumatori esposti al fumo passivo.
Il fumo uccide una persona ogni sei secondi ed è a tutti gli effetti un’epidemia fra le peggiori mai affrontate a livello globale.
Il totale dei decessi entro il 2030 potrebbe raggiungere quota 8 milioni all’anno e si stima che nel XXI secolo il tabagismo avrà causato fino a un miliardo di morti (20 volte i morti della seconda guerra mondiale)
Si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco in Italia dalle 70.000 alle 83.000 morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età (cio’ si tradiuce in oltre 20.000 decessi tra 35 e 65 anni). Eppure non vedo task force dedicate al problema mentre lo stato continua a ricavare un bel po’ di introiti mortali dalle tasse sul fumo attraverso i suoi monopoli. Oggi in periodo di lockdown le tabaccherie rimangono aperte mentre le rivendite di mutande no! Quelle potrebbero far male.
Altra causa di morte che ogni anno fa circa 45 mila morti e’ l’inquinamento atmosferico! Per fortuna in questo periodo di lockdown possiamo aspettarci un calo di morti da inquinamento e incidenti stradali (3.500 morti anno ca.).
L’inquinamento e’ letale anche per i bambini e causa nei piu’ piccoli serie patologie respiratorie! Gli incidenti stradali, che sono la prima causa di morte tra i giorvani sotto i 30 anni, producono anche 242.919 feriti una buona percentuale dei quali riportera’ danni permamenti.
Anche in questo caso non vedo elicotteri, droni e l’esercito controllare a tappeto le strade per reprimere gli automobilisti indisciplinati e nemeno sindaci o governatori minacciare l’uso di lanciafiamme per fermarre le stragi.
Passiamo al capitolo relativo alla alimentazione: la cattiva alimentazione in Italia causa circa 65 mila morti all’anno e una serie lunghissima di patologie croniche che ricadono sul servizio sanitario nazionale.
Non sento pero’ scienziati lanciare allarmi e alimentare situazioni di panico per indurre i governi a vietare la produzione di junk food (coca cola e nutella in primis) e varare norme urgenti per la chiusura di McDonald’s e simili.
Uno stato e una OMS che veramente volesse prendersi cura della salute e della qualita’ della vita delle persone deve trovare il modo per incidere su queste cause “normali” di mortalita’ se come appare evidente dalla tabella pubblicata dall’Istituto Superiore della Sanita’, la prima patologia preesistente nei decessi positivi al coronavirus e’ legata alla alimentazione e alle malattie cardiovascolari.
Basterebbe ridurre l’incidenza dei fattori fumo, alcol, inquinamento, alimentazione per far crollare il numero dei ricoverati e dei decessi da coronavirus
Una ultima osservazione che vorrei fare e’ che i 2.455 decessi (12,3% del totale) ultranovantenni non li sommerei nel calcolo della letalita’ da coronavirus visto che hanno raggiunto la eta’ media massima della popolazione generale.
Concludendo, pare evidente che non sono le migliaia di morti che stanno inducendo i governi mondiali a prendere decisioni cosi’ drastiche, non e’ la letalita’ del virus a spingere gli scenziati a preoccuparsi della salute delle persone, altrimenti avrebber agito con la stessa veemenza contro l’inquinamento, il fumo o il junk food.
Cosa spinge dunque governi democratici a terrorizzare la popolazione in tempo di pace e calpestare le liberta’ fondamentali della nosta costituzione?
Un’altro punto importante che vorrei porre alla attezione dei lettori e’ quello realtivo all’origine del virus. Il fatto che Donal Trump e altri acccusino la Cina di aver frabbicato in laboratorio il virus e la risposta dela Cina che nega di averlo messo in circolazione (accidentalmente o no) dimostra che cio’ e’ possibile, possibile cioe’ per gli scienziati produrre virus letali in laboratorio. Ma gli Stati e i loro governi sono in grado per loro fini di diffondere virus letali anche tra la loro stessa gente?
Visto il nefasto passato, che l’uomo tende sempre a dimenticare facilmente, per stancheza, dallo sterminio degli ebrei nelle camere a gas, ai gulag, all’uso mortale dell’atomo, alle rivoluzioni culturali, alle dittature militari, alle tante guerre combattute con armi intelligenti nelle quali le vittime sono solo civili, alla gestione delle criminale delle migrazioni la risposta la lascio a voi.
PS: mentre scrivo il sito del corriere della sera riporta il bollettino odierno della protezione civile: zero casi a Napoli e zero morti! Vi rendete connto che oltre meta’ d’Italia ha chiuso i battenti solo per solidarieta’ con la Lombardia?

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