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UniCredit Trattativa sugli Esuberi

la prossima trattativa sul piano industriale di UniCredit sarà la occasione per ridiscutere l’impianto generale del contratto aziendale.

la prossima trattativa sul piano industriale di UniCredit sarà la occasione per ridiscutere l’impianto generale del contratto aziendale.
Un aspetto che vorrei porre all’attenzione del sindacato riguarda la possibilità di introdrre elementi di diversa strutturazione dell’orario di lavoro in vista della trattativa sugli esuberi.
Gli esuberi annunciati sono circa 6.000 e alcuni analisti mettono in evidenza che solo una parte di questi possono essere affrontati attraverso la logica dei prepensionamenti.
Negli scorsi anni, per raggiungere gli obiettivi di Transform 19 ci sono stati casi e non pochi di vero e proprio mobbing specialmente verso dirigenti e quadri per i quali la Banca ha dovuto affrontare contenziosi.
Bisogna che questi episodi non si verifichio più e nel futuro il sindacato dovrà vigilare attentamente sulle modalità di gestione operativa che l’azienda metterà in essere per raggiungere gli obiettivi di Team 23.
Ricordiamoci della Germania e della crisi dell’Auto che agli inizi degli anni 90 portò la Volkswagen a diventare sinonimo di innovazione nelle relazioni tra le parti sociali e, in particolare, le coraggiose sperimentazioni sugli orari di lavoro. L’accordo del 1994 introduceva la settimana cortissima con la distribuzione su quattro giorni delle 28,8 ore medie pro capite e la possibilità, per periodi definiti, di arrivare fino a 38,8 ore alla settimana fermo restando che le ore lavorate in aggiunta alle 28,8 erano poi recuperate attraverso dei riposi successivi. Sappiamo come è andata e La Volkswagen è diventata la prima casa automoilistica mondiale (all’epoca produceva meno auto di fiat)
Teniamo presente che l’Italia è un paese dove si lavora 1723 ore annue mentre in Germania e nei Paesi OECD più avanzati l’orario di lavoro è più basso https://data.oecd.org/emp/hours-worked.htm.
Oggi negli uffci e tra le filiali la preoccupazione è molta e anche la fiducia nella Banca e nel sindacato tende a scemare.
Per recuperae vigore e motivazione il sindacato deve proporre nell’interesse della Banca e dei Lavoratori degli accordi innovativi sia per quanto riguarda la gestione degli esuberi che per quel che riguarda la flessibilità del lavoro.
La opinione di molti è che nessuno dovrebbe essere posto in esubero e che la Banca e i Lavoratori possano e debbano raggiungere un accordo vencente per tutte le parti.
Una ipotesi di lavoro potrebbe riguiardare la destrutturazione dell’orario delle 37.5 ore settimanali su 5 giorni con una riduzione delle ore lavorate pari alle necessità di esubero annunciate.
La settimana cortissima di 4 giorni, anche non consecutivi, di 8 ore di lavoro (8*4=32 ore) consetirebbe la riduzione di quel 14,6% dei FTE come previsto dal piano Team 23 senza lasciare a casa nessuno garantendo il livello di servizio al cliente che ci contraddistingue in termini di aperture e durata della relazione.
La riduzione dei costi sarebbe inferiore ma immediata e l’aumento di produttività e motivazione consentirebbero alla Banca di aumentare i ricavi e mantenere inalterato il rapporto di Costi / Margini.
Un capitolo a parte riguarda il tema della flessibilità che deve essere affrontato in modo inclusivo e universalistico.

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