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La demografia il vero tallone di Achille della Cina

nino d’eugenio

preparazione per un servizio fotografico matrimoniale davanti alla citta’ proibita

Il tasso di matrimoni, nel 2018 il più basso negli 11 anni, aggiunge un ulteriore ostacolo all’aumento dei consumi . Nel 2018 Il numero di matrimoni è diminuito del 4,6 per cento, con la tendenza che si trascina nel 2019, con un calo del 7,7 per cento nei primi sei mesi dell’anno.

Il governo cinese sta cercando di spingere i consumi per aiutare la sua economia in sofferenza, ma i bassi tassi di natalità e di matrimonio, insieme all’invecchiamento della popolazione, stanno vanificando gli sforzi

Un tipico matrimonio cinese comporta ingenti spese, compresi acquisti di oggetti costosi come automobili, elettrodomestici e gioielli, nonché tutti i servizi correlati come l’organizzazione del matrimonio, la ristorazione e i viaggi.

I matrimoni in Cina hanno toccato il minimo da 11 anni nel 2018, ponendo un’ulteriore sfida agli sforzi per aumentare i consumi, stabilizzare l’economia e affrontare i problemi demografici della nazione.

Secondo il Ministero degli Affari civili un totale di 10,14 milioni di coppie si sono sposate nel 2018, in calo del 4,6 per cento rispetto all’anno precedente, mentre il tasso di nuzialita’ è sceso al 7,3 per 1.000 abitanti dal 7,7 per 1.000 dell’anno precedente.

La tendenza è accelerata nella prima metà del 2019, con un numero di matrimoni in calo del 7,7 per cento da un anno prima a 4,98 milioni.

Liang Zhongtang, ricercatore senior presso l’Accademia delle scienze sociali di Shanghai ed ex consigliere del governo, ha attribuito il calo del tasso matrimoniale al calo delle popolazione delle fascie di eta’ piu’ giovane a causa della rigorosa politica del figlio unico in vogore dagli anni ’70 fino alla fine del 2015.

L’approccio cauto riguardo al matrimonio tra la classe media del paese è un mal di testa per i politici di Pechino che stanno lavorando per trovare urgentemente modi per aumentare i consumi delle famiglie e stabilizzare l’economia che è cresciuta solo del 6,2 per cento nel secondo trimestre del 2019 in calo di quasi mezzo punto rispetto all’anno precedente.

I consumi privati ​​hanno rappresentato oltre il 60% della crescita nel secondo trimestre del 2019, il cui contributo e’ aumentato in modo significativo negli ultimi anni dati gli sforzi del paese ha attuato per riequilibrare l’economia dal precedente modello di crescita soprattutto sostenuto dagli investimenti e dalle esportazioni.

Per sostenere i consumi, lo scorso anno il governo ha tagliato le imposte sul reddito delle persone fisiche, concedendo anche diversi sussidi per l’acquisto di beni durevoli. Tuttavia, queste mosse non sono ancora state in grado di invertire il rallentamento della crescita economica.

La crescita delle vendite al dettaglio è rallentata bruscamente al 7,6 per cento a luglio dal 9,8 per cento di giugno, mentre le vendite di autovetture sono scese dell’11,6 per cento a 1,5 milioni di unità il mese scorso, registrando il 13 ° calo mensile consecutivo.

Xia Dan, un ricercatore della Bank of Communications, ha affermato che i cambiamenti demografici, come visto dal calo del tasso di matrimonio, del tasso di natalità e di un rapido invecchiamento della popolazione in generale, sono i principali fattori che stanno rimodellando il panorama dei consumi.

Secondo le stime del Qianzhan Industry Research Institute, le spese cinesi legate al matrimonio sono pari a 1,8 trilioni di yuan (254 miliardi di dollari USA) all’anno.

Ma, soprattutto, la casa rimane in cima alla lista della spesa per la maggior parte degli sposi, ha osservato Xia, che a sua volta supporta il settore immobiliare le industrie dei materiali da costruzione, nonché le vendite di beni correlati tra cui mobili ed elettrodomestici.

“Sebbene il valore aggiunto del settore immobiliare sia solo il 6,6 per cento del prodotto interno lordo nazionale, il suo contributo effettivo raggiunge il 20 per cento. È certamente un settore pilastro dell’economia, ha aggiunto Xia.

L’anno scorso, la China Association of Social Workers ha creato un fondo di sussidio per sostenere i consumi legati ai matrimoni nelle città di Taiyuan, Datong, Hangzhou, Wuhu e Tongling, fornendo agli sposi piccoli sussidi per l’acquisto di beni durevoli, investendo in totale 95 milioni di yuan (13,4 milioni di dollari USA) nella sola provincia settentrionale dello Shanxi.

Tuttavia, l’intervento non è stato in grado di arrestare la tendenza al ribasso a lungo termine dei matrimoni poiché le registrazioni sono diminuite di 1.160 unita’ a 31.325 nella sola Taiyuan, la capitale della provincia.

In Cina il tasso di nuzialita’ e’ strettamente legato al tasso di natalita’, poiche’ solo le coppie regolarmente sposate sono autorizzte ad avere figli ed e’ quasi nullo il fenomeno delle ragazze madri. Quindi un minor numero di matrimoni significa anche un minor numero di bambini, esacerbando i crescenti problemi del paese con una popolazione in rapido invecchiamento e una rapida riduzione della forza lavoro.

Sebbene il governo cinese abbia riformato la politica del figlio unico nel 2016 per consentire alle coppie di avere due figli (3 in alcune provincie del nord est), il numero di neonati ha continuato a diminuire con le nascite scese a 15,23 milioni l’anno scorso, il dato più basso da quando la Cina ha abbandonato la politica del figlio unico e anche il tasso di natalità ufficiale più basso in Cina dagli 11,87 milioni del 1961, l’ultimo anno della grande carestia cinese, durante la quale milioni di persone morirono di fame portando con se un crollo del tasso di natalità.

Le neo coppie del 2018 sono state 10,14 milioni che considerato il tasso di fertilita’ di 1,3 figli per donna produrrano circa 13 milioni di nascite, circa due milioni in meno del totale 2018.

Il dato e’ in linea con la tendenza registrata lo scorso anno che ha visto un simile decremento rispetto al 2017.

Il numero di matrimoni decresce anche piu’ velocemente nel 2019 e con esso il numero di nuovi nati e probabilemnte i consumi delle famiglie.

L’unico modo che ha la Cina di aumentare i consumi e’ aumentare il reddito disponibile ma questo comporterebbe un aumento dei costi di produzione per le aiende e una diversa composizione dei consumi.

Negli ultimi anni si stanno moltiplicando le iniziative che le città cinesi stanno adottando per attirare giovani talenti e accelerare i processi di urbanizzazione.

Il governo centrale è intervenuto a più riprese per superare il sistema degli Hukou (permessi di residenza campagna, città) e facilitare i cittadini con una residenza rurale per ottenere la residenza in città.

Oltre a ciò le città cosiddette di seconda e terza fascia si contendono i giovani concedendo sgravi fiscali, contributi per l’acquisto della casa e fondi per le start up.

Di contro il governo di Xi Jinping sta attuando una politica per riportare giovani nelle campagne chiamata Ringiovanimento Rurale.

L’iniziativa è volta a migliorare lo standard di vita nelle campagne, investendo nelle infrastrutture, nell’agricoltura 4.0 e nel turismo.

Xi ha anche riproposto una inziativa che lo ha visto coinvolto da studente durante la rivoluzione culturale quando il governo mandò milioni di studenti e intellettuali nelle campagne.

Questa direttiva del Partito Comunista che ha molti tratti in parallelo con una delle politiche più famose della Rivoluzione Culturale ha suscitato dolorosi ricordi del trauma passato da milioni di persone.

La Lega della Gioventù del Partito Comunista alla fine di marzo del 2019 ha dettagliato i piani per inviare 10 milioni di volontari della gioventù urbana cinese nelle campagne nei prossimi tre anni.

Sotto la guida del parito, gli studenti universitari e delle scuole professionali dovranno trascorrere le vacanze estive partecipando allo sviluppo tecnologico, medico e culturale dei villaggi poveri della nazione per partecipare al “ringiovanimento rurale” voluto dal presidente Xi Jinping.

Sebbene lo schema dovrebbe essere volontario, dato l’appoggio personale di Xi al piano, è probabile che sia visto come obbligatorio per molti studenti universitari desiderosi di avanzare nel partito o nelle carriere pubbliche.

Oltre a cio’ Fino a 100.000 giovani lavoratori migranti saranno anche incoraggiati a tornare nelle loro città rurali entro il 2022, per cercare lavoro o avviare attività proprie con l’aiuto di “organizzazioni di giovani imprenditori”, istituite dalle autorità locali.

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