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Sostituzione etnica in Cina. I casi del Tibet e dello Xinjian

In Italia i sovranisti parlano di sostituzione etnica per quanto riguarda i flussi migratori.

È una di quelle teorie del complotto che ispirano tutti i politici sovranisti e suprematisti del mondo.

Questa dottrina deriverebbe dal famigerato piano kalergi del genocidio dei popoli europei per la creazione di un meticciato etnico di docili lavoratori e consumatori.

Il piano sarebbe portato avanti da una non meglio precisata élite mondiale identificata spesso col magnate Soros.

In Cina, dove non hanno problemi di meticciato etnico visto che il 91 per cento della popolazione è di etnia Han e non vi sono in corso migrazioni da altri paesi, la sostituzione etnica è una arma della maggioranza Han contro le minoritarie popolazioni sottomesse di Tibet e Xinjiang.

Dall’occupazione militare del 1950 i cinesi stanno tentando di assimilare il Tibet al resto della Cina riducendo la popolazione locale a minoranza, e divellendo le loro radici religiose e culturali.

L’istruzione a tutti i livelli è solo in lingua Mandarina e tutti gli uffici pubblici si parla mandarino.
I monasteri buddisti sono periodicamente chiusi o distrutti e i monaci e le monache costretti a lasciare la vita monastica per quella laica.
Si riferisce di casi in cui le monache vengono violentatehttps://www.ucanews.com/news/china-waging-sexual-abuse-campaign-against-tibetan-nuns/82935 dai militari del PLA così da non poter più tornare in monastero.

Le scuole di insegnamento https://www.hrw.org/news/2019/01/30/china-tibetan-children-banned-classes della lingua tibetana non sono per lo più permesse e chiuse dalle autorità.

I media del partito fanno di tutto per denigrare i tibetani in ogni modo, tant’è che in Cina si dice che i tibetani non si lavino mai e che siano particolarmente maleodoranti.

Il governo favorisce l’emigrazione della popolazione di etnia Han in Tibet nel tentativo di favorire il meticciato.

Questo e molto altri sono i dispositivi di cinesizzazione del Tibet.

In quest’ottica rientra il rapimento da parte del governo cinese del Panchen Lama, successore designato dal Dalai Lama, di cui non si ha più notizia da quando è nelle mani del governo cinese.

L’atmosfera è anche più cupa nello Xinjiang, la patria della minoranza turcomusulmana. Questa enorme regione della Cina è stata praticamente militarizzata dopo i fatti del 2009 quando gli Uiguri inscenarono una sanguinosa protesta contro il governo di Pechino.

La sorveglianza nello Xinjiang ha raggiunto vette mai viste in nessuna parte del mondo.

Qui il governo sta facendo di tutto per annientare la lingua, le tradizioni, la religione musulmana praticata dagli Uiguri.

Secondo l’ONU più di un milione di Uiguri sono internati in campi di rieducazione il cui scopo è l’indottrinamento ideologico comunista e l’assimilazione culturale attraverso l’insegnamento del cinese mandarino e delle dottrine del PCC.

Secondo un report dell’ONU i bambini delle famiglie detenute vivrebbero in befotrofi dove viene loro insegnato a disprezzare l’Islam e amare la Cina comunista con lo scopo di creare dei devoti cittadini cinesi e mettere i figli contro i padri. https://www.google.com/url?sa=i&source=web&cd=&ved=2ahUKEwify8mitYbhAhXR854KHcJACnkQzPwBegQIARAB&url=https%3A%2F%2Fwww.independent.co.uk%2Fnews%2Fworld%2Fasia%2Fchina-uighurs-human-rights-muslims-orphanages-xinjiang-province-reeducation-a8548341.html&psig=AOvVaw2Cbbx3UvwcmtvgydmLDu_6&ust=1552817276449220

In Cina i processi di sostituzione della popolazione, annientamento culturale e sorveglianza vanno di pari passo.

Non solo, gli esperimenti sociali e tutte le buone pratiche di sorveglianza e controllo implementate nello Xinjiang e nel Tibet sono poi adottate a livello nazionale.

Il modello di sostituzione etnica adottato in Cina dimostra però che non basta il numero, la maggioranza Han contro le minoranze tibetane e Uiguri, per diluire e annientare le identità culturali delle popolazioni autoctone, occorre anche utilizzare sofisticati dispositivi di genocidio culturale che solo uno stato potente e tecnologicamente avanzato può mettere in atto.

È evidente che nemmeno in questo caso il successo è garantito.

La prepotente prevaricazione del partito. Le bacheche religiose della moschea di Dali, Yunnan, ricoperte da manifesti della propaganda comunista!

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