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La Cina ha voglia di rilassarsi

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Dopo 150 anni di sofferenze e 40 anni di crescita a rotta di collo i cinesi hanno voglia di rilassarsi.

I cinesi sono uno popolo che ha sofferto molto. Negli ultimi 200 anni si sono accavallate guerre imperialistiche, insurrezioni popolari, invasioni sanguinarie, guerre di liberazione, guerre intestine, grandi balzi in avanti, carestie, rivoluzioni culturali e corse sfrenate verso il successo economico.

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Dopo aver versato così tanto sudore, lacrime e sangue i cinesi hanno raggiunto una condizione in cui non vedono pià la necessità di continuare a soffrire e vogliono rilassarsi.

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I giovani preferiscono la libertà al posto fisso in fabbrica.

Viene riportato da alcuni media che molte aziende manifatturiere hanno difficoltà a reclutare nuovi operai perchè i giovani migranti che arrivanno in città prefriscono fare lavori saltuari nel settore dei servizi per godere di maggiore libertà, chattare durante le pause e non essere costretti a rispettare orari fissi.

Li Tao, corriere di Guanzhou, dice che molti lavoratori che arrivano in città dalla campagna preferiscono lavorare nei servizi piuttosto che in frabbrica. Con un lavoro come il corriere, continua, durante le pause puoi giocare ai videogames o chattare con gli amici cosa impossibile se vai a lavorare in fabbrica. Molta gente che adesso lavora come corriere prima lavorava in fabbrica, incluso me, conclude.

Denatalità e realizzazione sociale della donna.

In Cina si continuano a fare meno figli. Nel 2018 non ci sono mai state cosi poche nascite da sessanta anni a questa parte anche se dal 2014 è stata abolita la politica del filgio unico. Le donne sopra i trenta anni che hanno già cresciuto un figlio non ne desiderano un altro perchè hanno visto quanti sacrifici, anche economici, costa e ora che si trovano nella seconda primavera della loro vita lavorativa non vogliono rovinarsi la possiblità di fare carriera. Per questo hannno recepito il cambiamento di politica come una minaccia anzichè come una possibilità.

Lo stato vede la denatalità come un grosso problema economico (sistema delle pensioni, riduzione della forza lavoro) ed è dovere della donna farvi fronte. le donne in Cina sanno bene che se lo stato vuole trova i sistemi coercitivi per ottenere i risultati desiderati. Negli anni passati con aborti forzati e sterilizzazioni di massa, ora con sistemi piu’ soft come la propaganda pro famiglia o ostacolando l’aborto. Si potrebbe avvicinare una nuova era di controllo del corpo femminnile e delle sue scelte riproduttive. Vedremo cosa succederà, se saranno davvero le donne a dare la spallata alla dittatura per rivendicare la libertà di decidere sul proprio corpo come sostiene la sociologa Leta Hong Fincher autrice di Betraying Big Brother: the feminist awakening in China.

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Cambiano i consumi, non piu’ beni durevoli ma vacanze e servizi

I cinesi comprano sempre meno case. la vendita di case nei primi due mesi del 2019 è crollata! I cinesi vedevano l’acquisto di una casa come un modo per investire i propri risparmi. Ma a parte che nelle tre principali città del paese, Pechino, Shanghai e Shenzen e in pochi altri centri, non c’è piu’ la pressione abitativa di un tempo e milioni di case costruite negli ultimi anni sono vuote.

Anche la vendita di automobili ha subito uno stop nel 2018 contraendosi del 3%, e il trend negativo sta continuando nel 2019.

La media borghesia cinese che spinta da incentivi statali ha investito pesantemente nel settore immobiliare e nelle auto ha ora deviato i propri consumi sui viaggi e sui servizi di intrattenimento.

La One Child Policy, in essere tra il 1979 e il 2015 ha creato una generazione di figli unici e figli di figli unici. I cinesi sotto i quaranta anni sono una generazione che la casa la ha già o la avrà per eredità, per questo non sentono piu’ la pressione a comprare casa per sistemarsi e mettere su famiglia, preferiscono spendere i soldi in altri modi. Inoltre la flessibilità richiesta dal mercato del lavoro spinge a preferire l’affitto alla proprietà di una casa. Il lavoro è sempre piu’ precario e flessibile anche in Cina e bisogna adattarsi costantemente alle esigenze del mercato, anche cambiando città o seguendo il proprio lavoro all’estero.

Durante le vacanze del nuovo annno lunare i cinesi hanno speso in viaggi il 10,2% in piu’ rispetto allo scorso anno. Il numero di cinesi che si è spostato per le vacanze è stato di 415 milioni, il 7,5% in piu’ dello scorso annno!

I cinesi affollano piu’ che mai musei e cinema. Durante le festività del nuovo anno i cinesi hanno speso al box office 860 milioni di dollari! una cifra record mai raggiunta prima a dispetto della rampante pirateria cinematografica e dell’aumento del prezzo del biglietto a 14 dollari e 80 che rende una gita al cinema alquanto dispendiosa per una famiglia media.

Ci sono segnali che la folle corsa verso il successo economico stia rallentando trasformandosi in una salutare passeggiata, vedremo nei prissimi anni cosa accadrà.

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